GWJ – Guardo / Arte & Vino 3

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GUARINI WINE JOURNEY
GUARDO / Arte & Vino 3
Sorsi di pittura / Andrea De Simeis
Avete mai osservato un quadro, degustandone i colori? È un’esperienza unica, un coinvolgimento sensoriale totale. Noi l’abbiamo sperimentato, abbiamo associato immagini ed emozioni al carattere del vino, in occasione di Cantine Aperte nella nostra cantina a Scorrano il 30 maggio 2010. In quell’occasione tutti i luoghi del vino si sono animati di suggestive opere d’arte realizzate da Andrea De Simeis di CubiArte. Comunicare il vino attraverso l’arte e fare del vino l’ingrediente principale delle opere è stato questo l’originale concept della giornata, che il maestro cartaio e incisore De Simeis ha tradotto in realtà, realizzando un’esclusiva tiratura di carte e di incisioni acquerellate. Partendo dall’esperienza delle manifatture orientali del VII secolo e subendo il fascino delle gualchiere medioevali fabrianesi (opifici di ottime carte), Andrea inventa una nuova possibilità espressiva: la carta al vino. Lo stupefacente tino dal quale l’artista pesca con un vaglio la cellulosa dei suoi fogli, si tinge di solferina, sanguigna e viola, dei preziosi vini Duca Carlo Guarini: primitivo, negroamaro e malvasia. La polisensorialità ha sempre attratto De Simeis che in questo caso si è spinto oltre, dando la possibilità di interagire con l’opera incisa attraverso percezioni olfattive, oltre che visive e perfino del gusto. Chi avrebbe mai pensato di osservare un’opera grafica degustandone i colori? Ecco allora davanti agli occhi sfilano 3 incisioni acquerellate al vino (Malìa, Natívo, Vigne Vecchie, Campo di Mare); 7 incisioni su carte al vino (malvasia e primitivo), 1 acquaforte a rilievo con l’intera miniatura del mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto, realizzata su una carta unica, quella al fico, albero che cresce spontaneo nel Salento. www.cubiarte.it

Intervista ad Andrea De Simeis

Quando è nata la tua passione per la carta e l’incisione?
La complementarietà delle due discipline scatena simultaneamente la medesima passione e non mi è chiaro quale sia conseguente, né quando sia nata. Sin da piccolo ho avuto la fortuna di sfogliare meravigliosi libri illustrati da superbi incisori, come Gustave Doré e Honoré Daumier e, malgrado si trattasse di copie anastatiche, amavo quelle mani piene di genio virtuoso, quanto quelle spesse, sorde, carte setose. Fu amore, senza naturalmente sapere in verità di cosa si trattasse.
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31 maggio 2017|Magazine|